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	<title>Thumbria &#187; informazione</title>
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	<description>La Verità è una, perchè esiste una sola realtà</description>
	<pubDate>Sun, 10 Feb 2008 17:54:37 +0000</pubDate>
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		<title>Le reti e la forma della libertà</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Oct 2007 17:24:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>thumbria</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La teoria delle reti è un&#8217;area di ricerca molto interessante, la cui importanza investe tutte le discipline, perché, seppur con grandi variabilità, un grave difetto (o meglio una conseguenza comune frutto di una mentalità condivisa) di tutte le scienze è quello di aver diviso infinitamente piccolo ed infinitamente grande, il sistema dall&#8217;elemento, e dal trattarli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La teoria delle reti è un&#8217;area di ricerca molto interessante, la cui importanza investe tutte le discipline</strong>, perché, seppur con grandi variabilità, un grave difetto (o meglio una conseguenza comune frutto di una mentalità condivisa) di tutte le scienze è quello di aver diviso infinitamente piccolo ed infinitamente grande, il sistema dall&#8217;elemento, e dal trattarli entrambi come singoli. Le reti offrono un ponte fra questi due ambiti, fornendo una struttura comune per lo studio di vari fenomeni. Francamente più che una proprietà comune di vari oggetti di studio, a me sembra una proprietà comune dei metodi con cui sono stati studiati gli oggetti, ma in fondo questi sono dettagli, almeno in questa discussione.</p>
<p><strong>Un elemento dirimente, sebbene implicito, delle tipologie di rete è quella della libertà</strong>. Infatti reti formate secondo principi casuali/arbitrari danno vita a reti uniformi, in cui i nodi sono statisticamente molto simili, un esempio reale è la rete stradale, le grandi città non hanno un numero di strade che le collegano ad altre significativamente più alto delle piccole (nel senso che le direzioni, nord/sud/est/ovest, sono quelle). Nel caso delle strade, e generalmente della realtà, si parla più di arbitrario che di casuale, ma matematicamente il concetto è uguale: ogni elemento-base (città) ha la stessa probabilità di avere un certo numero di nodi. In una rete casuale nessuno è più importante di altri, per far collassare la rete bisogna danneggiare un certo numero di nodi qualsiasi.</p>
<p><strong>Un altro caso è quello delle <em>scale-free networks</em>, che si formano perché alcuni nodi, alcune scelte, valgono più di altri</strong>. In queste reti esiste valore, quindi libertà di scelta. Internet appartiene a questa categoria, ma anche la rete degli aeroporti. In un mondo libero, è molto più probabile scegliere i migliori, i ricchi diventano più ricchi, ma i vantaggi non sono estesi a loro, infatti l&#8217;esistenza di questi centri rende la rete, cioè tutti, molto più resistente agli errori, perché in una rete &#8220;casuale&#8221; un certo numero di errori fa collassare tutto, mentre in questo caso solo colpendo i centri più importante il sistema viene compromesso, dunque una rete libera è una rete migliore.</p>
<p><strong>É ovvio che le analogie, pur essendo strumenti utili, comportano dei rischi intrinseci</strong>, cioè quello di partire da paragoni corretti e, spingendosi &#8220;troppo in là&#8221;, giungere a conclusioni sbagliate. Ciò nondimeno e anche se la libertà (tecnicamente la regola del <em>preferential attachment</em> ed i valori di <em>fitness</em> dei nodi) è solo una delle spiegazioni possibili, è affascinante e indubbiamente empiricamente vero che una rete in cui ognuno ha le stesse possibilità di accesso, ma diverso merito, i migliori hanno più possibilità e questa caratteristica porta vantaggi ad ognuno di noi, fornendoci un punto di riferimento ed una topologia più sicura.</p>
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		<title>La questione dell&#8217;esperto statico</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Sep 2007 09:44:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>thumbria</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Internet è un&#8217;ottimo mezzo per la diffusione della conoscenza, una sorta di deus ex machina che azzera quasi l&#8217;accesso alle informazioni. Ma non è una panacea, perché altera la formazione di una cultura del campo e non consente necessariamente di formarsi una mentalità adatta. I due problemi sono simili, ma rimangono distinti, pur ridando nuova [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Internet è un&#8217;ottimo mezzo per la diffusione della conoscenza</strong>, una sorta di deus ex machina che azzera quasi l&#8217;accesso alle informazioni. Ma non è una panacea, perché altera la formazione di una cultura del campo e non consente necessariamente di formarsi una mentalità adatta. I due problemi sono simili, ma rimangono distinti, pur ridando nuova linfa a quella curiosa figura che potremmo definire <em>esperto statico</em> o, più prosaicamente, incompetente.</p>
<p><strong>La cultura è quell&#8217;insieme di conoscenze, costumi ed abitudini che fanno parte del bagaglio comune delle persone interessate ad un determinato campo o settore</strong>. Un tempo questi gruppi erano più ristretti, meno accessibili, ma al contempo meno omogenei, infatti che si trattasse di un club di scacchi o di un gruppo di ricerca sulla fisica nucleare i singoli individui si trovavano spesso a contatto con persone meno competenti, ma parimenti interessate e presenti nel settore. Che si trattasse di studenti, o comunque persone che volevano imparare, portavano il proprio contributo di esperienza vitale, di nuovi problemi, di nuove possibili risposte ai vecchi problemi che i maestri avevano risolto a loro tempo, in questo modo rivitalizzavano intellettualmente l&#8217;ambiente. Nella cosiddetta blogosfera, e negli altri ambienti presenti su internet, invece, capita spesso che ci siano solo maestri, che gli &#8220;esperti&#8221; costituiscano un gruppo chiuso, omogeneo che tratta in modo superbo gli altri &#8220;ignoranti&#8221; e chi dissente dal gruppo. Per quanto riguarda la tecnologia solitamente si tratta di persone con un età compresa tra 20 e 40 anni, con cultura universitaria ed un lavoro nel campo della comunicazione/educazione/tecnologia, tendenzialmente di sinistra. Questo favorisce la difesa di vecchi concetti, non più aggiornati alla realtà attuale, in generale una chiusura al nuovo che non venga dalle proprie fonti o dal proprio ambiente di appartenenza, il che porta, per parlare di casi pratici, ai dogmi sull&#8217;uso dei blog, sulla purezza dei BarCamp, sul rigido uso dei wiki, etc. A essere maliziosi si potrebbe pensare che il tipico atteggiamento ideologico della sinistra (che ha portato alla scomparsa pratica, perché non dicono nulla di nuovo, degli intellettuali di tale parte), assieme alla cultura di partito, unita ad un disprezzo per quelli scemi-ignoranti-di destra sia il vero responsabile di questa tendenza, ma, per quanto non escluda un legame, a me sembra che il problema sia generale, legato al fatto che internet favorisce la formazione di network omogenei per interessi, ma anche per cultura e conoscenza, rendendo quindi difficile un reale movimento di opinioni e facilitando invece la diffusione di quelle dominanti, sotto il mero peso della forza dei numeri. L&#8217;incubo della democrazia, quando i numeri contano più delle persone.</p>
<p><strong>Il secondo aspetto è causa-effetto del primo, infatti una mentalità in grado di comprendere le varie problematiche di diversi utenti richiede una certa esperienza pratica ed il contatto con altre realtà</strong>, altrimenti è normale dimenticarsi &#8220;cosa si provava da giovani&#8221; ovvero &#8220;cosa si provava davanti al primo sistema di comunicazione asincrono&#8221; e si perde di vista il fatto che le problematiche cambiano continuamente, così come le soluzioni e le modalità di impiego proficue, oltre alla differenza tra idea e realtà, tra progetto e implementazione.<br />
Una mentalità è un insieme di competenza ed esperienza, di comunicazione orizzontale e verticale, che permette di avere una comprensione generale dell&#8217;evoluzione dei vari fenomeni. Essa non sta diventando patrimonio di tutti, ma anzi, di sempre meno persone, che quando erano essenzialmente isolate erano costrette a sviluppare almeno un nucleo di essa, mentre adesso è possibile semplicemente immergersi nel gigantesco oceano di informazioni, il che porta alla riduzione del personale atteggiamento critico e lascia la formulazione dei pensieri veramente originali ai pochi nodi centrali (oppure neanche a quelli, <a href="http://www.thumbria.com/2007/07/07/intelligenza-collettiva/">Intelligenza collettiva</a>, più si svilupperanno tali legami più l&#8217;intelligenza assumerà tale struttura, è un logico adattamento).</p>
<p><strong>Il punto è che un esperto statico in realtà non è un vero esperto</strong>, non è cioè in grado di ipotizzare o sostenere una determinata evoluzione, né suggerire la strada pratica per come ottenerla, sa solo recitare come le cose dovrebbero essere e leggere alcune statistiche favorevoli e negare la validità delle altre.<br />
Esperto statico è un ossimoro, almeno nella nostra era.</p>
<p><strong>É una trappola in cui rischiano di cadere tutti</strong>, personalmente mi era accaduto con i commenti de ilgiulivo.com. Molti utenti li usano per discutere di vari temi invece che trattare del tema del post, il che solitamente porta a confusione e dispersione. Ma in quel caso non succede, anzi permette uno scambio di opionioni ed informazioni e suggerisce temi che possono poi essere approfonditi personalmente o discuti più approfonditamente altrove. Benché l&#8217;uso non sia standard è innegabile che il suo effetto sia positivo, è quindi il cosiddetto &#8220;standard&#8221; ad essere sbagliato, almeno nel contesto. Questa osservazione mi ha poi portato ad altre ed un&#8217;utile raccolta di informazioni sull&#8217;atteggiamento di utenti meno esperti, oltre a fornirmi un esempio pratico di evoluzione di uno strumento. Se avessi semplicemente continuato a bollare stupida l&#8217;idea sarei rimasto al punto di partenza, non sarei quindi più stato una persona competente, ma uno che sapeva cos&#8217;erano i blog. Se non vivi ciò che ti interessa, non sei un esperto, o almeno non lo rimani.</p>
<p><strong>La soluzione ? É possibile usare il blog in modo differente ?</strong> Francamente non lo so, personalmente, essendo uno di quei pluri-maniacali divorati dai propri pensieri, non ne sarei in grado, preferisco leggere, ovvero scoprire informazioni, socialmente, piuttosto che scrivere per diffondere. Il vero problema è che il sistema non aiuta, la quantità di informazioni è semplicemente troppa per rimanere aggiornati e sviluppare un&#8217;opinione su ogni cosa per cui se ne dovrebbe avere una, ripiegare su un&#8217;idea comune, per quanto limitata è spesso semplicemente l&#8217;unica strada, servirebbe un&#8217;evoluzione dell&#8217;informatica, da scienza dell&#8217;elaborazione delle informazioni a gestione delle informazioni, in grado di organizzare la conoscenza, eliminare dati duplicati, legare fatti ed analisi, etc.</p>
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		<title>Mind Contenuti Simili</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jul 2007 20:08:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>thumbria</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[I plugin che esistono per individuare similitudini tra i post si basano tutti sulla frequenza delle parole, sono quindi stupidi, e dato che a me non piacciono le cose stupide ne ho creato uno io: Mind.
Al momento Mind è un sistema per individuare correlazioni tra i vari articoli dei blog, anche se conto di espanderlo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I plugin che esistono per individuare similitudini tra i post si basano tutti sulla frequenza delle parole, sono quindi stupidi, e dato che a me non piacciono le cose stupide ne ho creato uno io: Mind.<br />
Al momento Mind è un sistema per individuare correlazioni tra i vari articoli dei blog, anche se conto di espanderlo nelle funzionalità e rendere possibili personalizzazioni.</p>
<p>Attualmente il servizio è in fase alpha, cioè di test, per questo i dati sono ancora scarni.<br />
Ogni persona che vuole provare il servizio è pertanto benvenuta, anche se per ora è la possibilità è limitata agli utenti che adottano la piattaforma wordpress, i quali possono scaricare il plugin: <a href="http://www.thumbria.com/mind/download.php?id=1">Mind Contenuti Simili</a>.</p>
<p>L&#8217;installazione del plugin è quella standard: bisogna caricare il file nella cartella wp-content/plugins/ della propria installazione wordpress ed attivarlo.<br />
<strong>L&#8217;attivazione del plugin implica l&#8217;accettazione del fatto che i vostri post siano indicizzati per esser confrontati con altri, anche di altri blog, in modo da poter svolgere il servizio di individuazione della similitudine tra i post.</strong><br />
L&#8217;indicizzazione del singolo post avviene alla prima richiesta di confronto per quello specifico post.</p>
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		<title>Intelligenza collettiva</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jul 2007 15:30:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>thumbria</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Abstract:
La maggioranza delle organizzazioni umane sono sviluppato sull&#8217;assunto che gli esseri umani sono individui razionali. Tuttavia recenti ricerche sostengono l&#8217;idea che il centro dell&#8217;intelligenza umana non sia né individuale né razionale in nessun senso tradizionale: è la conseguenza di fattori largamente inconsci delle interazioni sociali. Passando dall&#8217; homo economicus all&#8217; homo socialus mostro come è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abstract:<br />
La maggioranza delle organizzazioni umane sono sviluppato sull&#8217;assunto che gli esseri umani sono individui razionali. Tuttavia recenti ricerche sostengono l&#8217;idea che il centro dell&#8217;intelligenza umana non sia né individuale né razionale in nessun senso tradizionale: è la conseguenza di fattori largamente inconsci delle interazioni sociali. Passando dall&#8217; <em>homo economicus</em> all&#8217; <em>homo socialus</em> mostro come è possibile migliorare il flusso informativo dentro le organizzazioni e come sia possibile creare mercati delle idee più efficienti.</p>
<p><a href="http://cci.mit.edu/Collective-Intelligence-9-06-Pentland.pdf">Collective Intelligence from Social Intelligence</a>, dal MIT Center for Collective Intelligence.</p>
<p>Non saprei se essere stupito od inquietato che esista un centro che studia l&#8217;intelligenza collettiva (e che l&#8217;autore del testo <a href="http://momentum.media.mit.edu/pentland.html">parli di Borg in una sua pagina personale</a>). Anche se invece di un paper il tutto è spiegato con una presentazione (il che rende tutto molto semplice ed accessibile) i dati portati, basati sui movimenti delle persone (sia nello spazio che del corpo), sembrano consentire una sorprendente capacità di previsione circa i gusti dell&#8217;individuo. Ovvero che l&#8217;intelligenza sia, in effetti, principalmente collettiva.<br />
Personalmente però l&#8217;idea non mi convince, dopotutto i dati dimostrano che esiste una notevole importanza delle interazione sociali per le azioni in contesti sociali, non che ciò valga anche al di fuori dei contesti sociali o per la scelta dei contesti sociali. Dunque l&#8217;individuo e la sua intelligenza ancora contano.</p>
<p><em>Aggiornamento.</em> <a href="http://web.media.mit.edu/~sandy/JAB-collective%20nature%20of%20human%20intelligence%20final.pdf">Una forma più tradizionale di presentazione della tesi</a>.</p>
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		<title>Video guida al blog</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jun 2007 14:31:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>thumbria</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Ho provato un esperimento, nelle intenzioni il primo di una serie di breve guide video all&#8217;uso degli strumenti elencati, strutturati in modo da accompagnare quanto scritto.
Il primo video riguarda il blog, scrivete pure i vostri commenti dove secondo voi potrei/dovrei migliorare. 

Aggiornamento.Ho pensato che più che un video (o comunque oltre ad un video) sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho provato un esperimento, nelle intenzioni il primo di una serie di breve guide video all&#8217;uso degli strumenti elencati, strutturati in modo da accompagnare quanto scritto.</p>
<p>Il primo video riguarda il blog, scrivete pure i vostri commenti dove secondo voi potrei/dovrei migliorare. </p>
<p><object type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="260"wmode="transparent" data="http://www.tuovideo.it/tuovideoplayer.swf?file=http://flv.tuovideo.it/flvideo/7926.flv&#038;autostart=false"><param name="movie" value="http://www.tuovideo.it/tuovideoplayer.swf?file=http://flv.tuovideo.it/flvideo/7926.flv&#038;autostart=false" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="allowScriptAccess" value="sameDomain" /><embed src="http://www.tuovideo.it/tuovideoplayer.swf" flashvars="file=http://flv.tuovideo.it/flvideo/7926.flv&#038;autostart=false" loop="false" width="320" height="260" allowScriptAccess="sameDomain" type="application/x-shockwave-flash" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" /></embed></object></p>
<p><em>Aggiornamento.</em>Ho pensato che più che un video (o comunque oltre ad un video) sia necessaria una piccola introduzione sull’uso dei vari strumenti. Ecco quindi il primo dedicato al blog.</p>
<p>Prima di tutto, però, è bene notare che benché internet faciliti la comunicazione l’attenzione, ed il tempo, che una persona può dedicare ad una discussione è limitato, se trenta persone parlano assieme a ruota libera in una stanza non si capisce niente, in internet questo rimane un fatto vero, solo che non si sentono le voci in contemporanea. La capacità di attenzione ha dei limiti fisici, inoltre aumentando il numero di soggetti crescono anche i fili della discussione e quindi il suo sviluppo rallenta, per gestire dei casi limite sono quindi necessarie regole e strumenti propri.</p>
<div align=center><strong>Blog</strong></div>
<p>Il blog è lo strumento principe, attualmente almeno, per regolare e guidare un dibattito, infatti dato che chi scrive detta i temi è facile controllare che i commenti, e dunque la discussione, rimangano entro i limiti di un argomento, ovvero è lecito censurarli se non è così.</p>
<p>Inoltre, essendo ideato per intraprendere un discorso, permette una buona archiviazione (ovvero è abbastanza semplice trovare i vecchi testi e seguire lo sviluppo di discorsi, purché scegliate un ordinamento chiaro, come detto nel video) e ha tutti gli strumenti necessari a creare una rete con altri blog/siti, dato che permette di segnalare automaticamente le citazioni fatte da un post ad un altro post (in gergo linkback) anche su altri blog.</p>
<p>In sintesi, è ottimo per comunicare, il che implicitamente significa che da solo non basta. Anche se molto dipende dal numero delle persone interessate il blog, pur se usato adeguatamente, mostra i suoi limiti quando è necessario coordinarsi per fare qualcosa, per agire, ma anche per discutere più liberamente, senza schemi predefiniti, su quali direttive prendere.<br />
Ad un certo punto, quindi, vi servirà almeno un forum a supporto.</p>
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		<title>Il vostro sito</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jun 2007 17:03:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I servizi che vi permettono di usare gratuitamente forum, blog, wiki, etc. vanno bene finché servono piccoli gruppi, che non hanno particolari esigenze o voglia di svilupparsi in autonomia. Solitamente però arriva il momento in cui è necessaria più libertà d&#8217;uso, più personalizzazione, unire più sistemi, in altre parole trovare un proprio spazio su internet [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I servizi che vi permettono di usare gratuitamente forum, blog, wiki, etc. vanno bene finché servono piccoli gruppi, che non hanno particolari esigenze o voglia di svilupparsi in autonomia. Solitamente però arriva il momento in cui è necessaria più libertà d&#8217;uso, più personalizzazione, unire più sistemi, in altre parole trovare un proprio spazio su internet per organizzare tutte le proprie attività in modo più efficiente.</p>
<p>Innanzitutto bisogna acquistare un nome di dominio (es. ilgiulivo.com) ed uno spazio di hosting, inoltre bisogna assicurarsi che sia supportato ciò che vi serve per far funzionare i programmi che volete usare sul vostro sito (generalmente PHP e MySQL). Tutto questo per piccoli siti significa poche decine di euro annuali (esiste una grande variabilità di prezzi e possibilità, questa è un’indicazione di massima).<br />
Dopodiché bisogna “riempire” il sito, ovvero far apparire quello che volete.<br />
In questi casi entrano in gioco i CMS (Content Management System, Sistemi di Gestione del Contenuto) che servono a creare e gestire siti.</p>
<p>Ne esistono di generici e personalizzati, i primi servono per un sito come ilgiulivo.com, che può essere ed includere tante cose (forum, blog, etc.), esempi sono Drupal e Joomla, altri servono solo, o principalmente, per blog (Wordpress), forum (SMF) od enciclopedie/wiki (MediaWiki).<br />
Ne esistono moltissimi altri, ma il vantaggio di usarne uno famoso , cioè molto usato, è che se non siete esperti potete comunque trovare qualcuno che vi aiuti, mentre per quelli meno diffusi è più difficile.</p>
<p>Solitamente per far funzionare un CMS basta scaricarlo (gratuitamente) dal sito di chi lo produce, poi caricarlo sul vostro sito tramite dei programmi (detti client FTP) forniti od indicati da chi vi fornisce lo spazio per il sito, e quindi seguire le istruzioni per installarlo. Ovviamente è indispensabile leggere la documentazione fornita con ogni programma, CMS o quant&#8217;altro, prima di usarlo, per sapere cosa vi serve esattamente.</p>
<p><em>Questo blog è il secondo della serie <a href="http://www.thumbria.com/tag/politicaonline/">politicaonline</a>, nata su <a href="http://www.ilgiulivo.com">ilgiulivo</a>, in cui spiego come usare gli strumenti per collaborare online. Inizierò con indicare gli strumenti base, poi illustrerò come usarli ed infine come integrarli per &#8220;fare politica&#8221;, cioè unire i propri servizi per influire sulla società.</em></p>
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		<title>Strumenti di collaborazione</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jun 2007 17:55:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Su questo blog d&#8217;ora in poi compariranno anche dei consigli per usare al meglio gli strumenti di collaborazione online. Non abbandonerò la linea di riflessioni, ma accanto ad essa aggiungerò qualche consiglio per i più inesperti che vogliono collaborare su internet ma non conoscono l&#8217;esistenza di determinati strumenti o non sanno come utilizzarli. Tale iniziativa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su questo blog d&#8217;ora in poi compariranno anche dei consigli per usare al meglio gli strumenti di collaborazione online. Non abbandonerò la linea di riflessioni, ma accanto ad essa aggiungerò qualche consiglio per i più inesperti che vogliono collaborare su internet ma non conoscono l&#8217;esistenza di determinati strumenti o non sanno come utilizzarli. Tale iniziativa nasce per aiutare i membri de ilgiulivo a portare avanti le proprie iniziative, ma può essere utile anche per altri o per stimolare riflessioni.</p>
<p>Ecco quindi un prima panoramica degli strumenti di base:</p>
<p><strong>1) Blog:</strong> il blog permette un dialogo veloce, uno scambio di opinioni ed un mezzo per informare. Non è lo strumento adatto per discutere un argomento in profondità. Ottimo primo luogo di incontro.<br />
<em>Consigliato:</em> <a href="http://it.wordpress.com/">Wordpress</a></p>
<p><strong>2) Forum:</strong> è utile per discutere ed esporre in modo elaborato le varie posizioni, ma non per concludere una discussione e farne il punto o per parlare di argomenti vaghi. Richiede un certo coinvolgimento e conoscenza della situazione per entrare nella discussione, quindi funziona come secondo passo e non come unico spazio di riunione.<br />
<em>Consigliato:</em> <a href="http://www.spazioforum.it/">Spazio Forum</a></p>
<p><strong>3) Telefono (VOIP):</strong> integra il “classico” telefono con la possibilità di scambiarsi messaggi testuali o file, ma anche estendere la comunicazione a numerose persone. Ideale per prendere decisioni operative e finalizzare i dettagli pratici.<br />
<em>Consigliato:</em> <a href="http://skype.com/intl/it/">Skype</a></p>
<p><strong>4) Gruppo (newsgroup):</strong> invio di email ad ognuno degli iscritti, facilita la diffusione di informazioni tra persone che hanno già un accordo su quello che intendono fare. Semplice mezzo per mantenere i contatti.<br />
<em>Consigliato:</em> <a href="http://it.groups.yahoo.com/">Yahoo! Gruppi</a></p>
<p><strong>5) Wiki:</strong> strumento di collaborazione online, che permette la modifica delle pagine a tutti gli utenti, mirato a costruire una base di conoscenza comune, richiede quindi che le linee guida siano già state decise, almeno a livello generale.<br />
<em>Consigliato:</em> <a href="http://www.bluwiki.com/">BluWiki</a></p>
<p><strong>6) Radio:</strong> diffusione di messaggi audio, sia in diretta che registrati, consente quindi una facile diffusione e fruizione (non devi leggerlo perché non è testo, non devi guardarlo perché non è video, dunque puoi fare altro mentre lo ascolti) dei messaggi. Accompagnato da un sistema di comunicazione testuale (es. chat) può essere utile per mantenere una discussione tra un numero elevato e variegato (semplici interessati o persone coinvolte nel progetto) di soggetti, quando blog e forum sono inservibili (non è possibile per tutti leggere centinaia di interventi in un forum o di commenti).<br />
<em>Consigliato:</em> <a href="http://www.ubroadcast.com/">Ubroadcast</a></p>
<p><strong>7) Televisione:</strong> diffusione di messaggi video, sia in diretta che registrati, dunque un elevato livello di coinvolgimento dello spettatore. Appunto per questo per essere sfruttato in modo ottimale richiede competenze ed abilità non tecniche, ma artistiche, ed un elevato dispendio di tempo. Inoltre generalmente per la trasmissione diretta è richiesta una banda in upload più alta di quella fornita dalle offerte ADSL, quindi è possibile su reti FastWeb o similari (che abbiamo una banda in upload di almeno 400 kb/s).<br />
<em>Consigliato:</em> <a href="http://www.mogulus.com/">Mogulus</a></p>
<p><strong>8) Ufficio virtuale:</strong> strumenti per la condivisione e collaborazione per l’elaborazione di documenti, pianificazione di progetti, discussioni di sviluppo, etc. In pratica tutto il necessario per una collaborazione a distanza. Include sia gli strumenti veri e propri (= sostituti di Office) che strumenti per gestire la collaborazione (=calendari, chat, pianificatori, etc.). Indispensabile per progetti complessi che riguardano l’elaborazione coordinata e continua di documenti.<br />
<em>Consigliato:</em> <a href="http://zoho.com/">Zoho</a></p>
<p><strong>9) Condivisione:</strong> mentre nella precedente categoria sono inclusi gli strumenti che permettono di collaborare per la stesura di documenti ne esistono altri che permettono unicamente di condividerli, ovvero di avere un disco virtuale di file per permettere il download o la fruizione a terzi. Sono semplici da usare, utili per collaborazioni saltuarie, generalmente permettono anche di limitare l&#8217;accesso ai soli amici.<br />
<em>Consigliato:</em> <a href="http://www.flickr.com/">Flickr</a> (foto), <a href="http://slideshare.net/">Slideshare</a> (presentazioni), <a href="http://scribd.com/">Scribd</a> (documenti), <a href="http://www.box.net/">Box</a> (file vari), <a href="http://www.mind42.com/">Mind42</a> (Idee), <a href="http://www.odeo.com/">Odeo</a> (audio), <a href="http://www.tuovideo.it/">TuoVideo</a> (video).</p>
<p><strong>10) Coordinamento:</strong> soluzioni utili per il coordinamento di progetti o la condivisione di spazi di lavoro, rispetto agli uffici virtuali sono più indicati per team stabili al lavoro su vari progetti, che su team saltuari per un solo progetto. Non permettono, infatti, di lavorare ai medesimi documenti, ma di coordinare la suddivisione del lavoro.<br />
<em>Consigliato:</em> <a href="http://www.basecamphq.com/">BaseCamp</a></p>
<p>Questa panoramica non esaurisce tutti possibili servizi, né esplora la possibilità di mettere servizi simili sul proprio computer o sito per usarli con piccoli gruppi, perché generalmente sono compiti complessi e/o costosi. I servizi elencati invece sono gratuiti (almeno in versione base) e pronti da utilizzare. Aggiungetene pure altri se ne trovate o fatemi notare eventuali passaggi non chiari.</p>
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