Legge e Disordine

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Legge e Disordine

Dicembre 13th, 2007 · 1 Commento
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Tra i mille, e più, problemi strutturali italiani ve ne è uno che certamente indispensabile risolvere, qualsiasi sia il proprio progetto politico, liberale o statalista, ambizioso o mediocre: la Legge. Non parlo (solo) dei magistrati, ma anche di essi e di tutto ciò che riguarda questo mostro contorto, multiforme e caotico ironicamente chiamato Legge. Infatti si calcola che in Italia vi siano circa 66.000 leggi mentre generalmente in Europa si parla di numeri tra 5.000 e 8.000. Diranno gli specialisti di legge che due sistemi legislativi sono incommensurabili, cioè sono di natura diversa e quindi non confrontabili, ma non sto facendo un confronto qualitativo, affermo solo che il numero di leggi è semplicemente troppo per poter essere applicabile, quindi il sistema semplicemente non può funzionare se ha un tale numero di leggi. Punto. A parte il fatto che esistono limiti fisici al numero di informazioni che si possono ricordare, e dunque leggi applicabili, con un tale numero di leggi è inevitabile che alcune si contraddicano a vicenda, perché è semplicemente impossibile mettere d’accordo tutte quelle informazioni. Dunque, paradossalmente, con il sapore di un contrappasso dantesco, il sistema che dovrebbe portare ordine è di per sè confusionario. Il che spiega anche come mai i comunisti, che ai fatti ed alla chiarezza sono allergici, amino tanto questo Stato mostruoso che permette qualsiasi cosa a chi è forte o disonesto ed impedisce tutto a chi è debole ed onesto.

Alcuni magistrati soffrono evidentemente di questo stato di cose, se è vero, come è vero, che esiste un’associazione di magistrati che si chiama magistratura democratica, che da una parte valorizza ciò che non ha valore, cioè la magistratura (il magistrato opera da solo, a differenza del politico che esercita il suo potere collettivamente attraverso il parlamento), e dall’altra rivela inquietanti tendenze democratiche, contrarie all’amministrazione delle legge, che dovendo, in teoria, cercare e stabilire la verità, dal punto di vista legale, è per sua natura autoritaria. Dal punto di vista del magistrato la legge è non si discute, non a caso la sua applicazione non è opinabile. Una legge democratica sarebbe ingiusta, arbitraria e inefficace quindi i membri di quest’associazione o non hanno capito che lavoro stanno facendo (o meglio dovrebbero fare) oppure si arrogano diritti che non hanno, come quello di influire sulla formulazione delle leggi o sugli altri magistrati.

Di per sè è difficile dire stabilire se i magistrati, come categoria, siano peggio delle altre corporazioni (non che questo li assolverebbe), ma per via dell’importanza del loro lavoro e della natura dello stesso (una decisione sbagliata di un giudice può influire sull’applicazione pratica della legge) i danni arrecati al Paese da questa categoria sono i maggiori, per intensità, diffusione e gravità degli stessi, di qualsiasi altra causa individuabile.
Ad esempio si può dire che Berlusconi è un “buffone” in un tribunale perché si esercita un “utile critica sociale”, ma dire che un magistrato è una “toga rossa” è reato, però dire che è pazzo e farlo trasferire si può quando indaga a sinistra, mentre criticare il fatto che qualcuno faccia indagini prive di senso legale e consegni i fascicoli prontamente ai giornalisti è sbagliato, se lo fai da destra. Un perfetto esempio di “magistratura democratica”, corporazione ed arbitrarietà al servizio del disordine e dell’ingiustizia.
L’amministrazione della legge è uno dei compiti più alti che una persona possa esercitare, sia perché il grande potere è esercitato singolarmente, sia perché è l’applicazione pratica di quella sottomissione teorica del singolo allo Stato, rispetto a tutto ciò che è “pubblico”. Appunto perché il compito è così alto una caduta è tanto rovinosa e pericolosa, e, in un certo senso attraente, infatti se il magistrato facesse perfettamente il suo dovere dovrebbe essere trasparente, rappresentare la legge e basta, il suo potere come singolo sarebbe solo teorico, in quanto in pratica sarebbe l’elemento di un meccanismo, invece trasgredendo la legge ed interpretandola a modo proprio acquista un potere molto più personale. Parafrasando, se trasgredisce si fa notare e va in televisione altrimenti resta nell’ombra. É poi banale capire che la diffusione di distorsioni nell’applicazione della legge ha una ripercussione diretta sulla diffusione dei malcostumi nella società in genere, perché è la legge, dopo i cittadini, che dovrebbe frenarli, così facendo invece ne diventa causa e giustificazione. Ad esempio sotto un governo comunista (o fascista) è giusto infrangere la legge, perché è la legge stessa ad essere ingiusta, dunque se l’applicazione della legge è ingiusta…

É, poi, talmente noto ed evidente il problema che la magistratura non sembra tanto interessata ad occuparsi dei crimini più importanti per i cittadini, ma anzi liberi allegramente criminali ed assassini, che non vale neanche la pena parlarne.
Vale la pena osservare invece che se davvero la maggioranza dei magistrati è onesta (curiosamente ciò che va male sembra sempre colpa di poche mele marce) allora deve fare qualcosa per fermare queste schegge impazzite ed applicare la legge in modo corretto. I politici, d’altronde, e sopratutto il centrodestra, devono smetterla di usare parole di pietra e guanti di velluto, e preparare leggi che introducano almeno il minimo indispensabile in uno Stato moderno, ad esempio la divisione delle carriere tra inquirenti e giudicanti, costruiscano carceri per i detenuti, eliminino le leggi superflue (il 90% se facciamo il confronto con altri Paesi) e creino le premesse per rendere umani, e non geologici, i tempi dei processi.

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Categorie: italiano



1 commento finora ↓

  • 1 Camelot Destra Ideale // Dic 16, 2007 alle 5:39 pm

    Uno dei limiti del centrodestra - nella sua azione di governo - è stato proprio non aver adottato un sistema semplificato di norme, accorpandole magari in codici, per semplificare il tutto…oltre al fatto di non essere intervenuto in materia di giustizia civile, quella che interessa davvero i cittadini, e che ha tempi da Terzo Mondo…

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