Ballarò è una trasmissione generalmente interessante, e parimenti, preoccupante, perché gli esperti, i politici, i personaggi che vi presenziano sono tra i più rinomati del Paese, eppure sono spesso di una mediocrità allarmante. Non solo non capiscono il mondo moderno, non solo dicono cose vecchie, si lamentano di un mondo ormai scomparso, come adolescenti impotente, quando invece dovrebbero poter essere capaci di cambiare la situazione, di capirla, essendo loro ai vertici del nostro Paese, non solo mostrano un pessimismo fastidioso, ma fanno tutto questo con mediocrità. La cosa non dovrebbe stupire visto che ci sono ministri dell’economia i quali sostengono che alzare le tasse sia un bene, nonostante più di vent’anni di storia dicono il contrario, ma rivederlo è sempre deludente. Il caso più palese, nella scorsa puntata del programma, è quello di Galimberti, filosofo, il quale ha ripetuto la solita tiritera sulla precarietà criticando il fatto che per i giovani oggi il denaro, l’utile, è l’unico “produttore simbolico di valori”, poi ha citato un suo studente che voleva fare il dottorato di filosofia e lui ha tentato di dissuaderlo perché, a suo dire, laurearsi in quella materia non serve niente. Il grande professore di filosofia critica la filosofia dell’utile e poi la consiglia lui stesso, non solo, non si è nemmeno accorto che l’esempio da lui stesso portato è contrario alla sua teoria ! In realtà l’esempio si riferiva a quanto detto in seguito (non ha quindi nemmeno chiaro il concetto di successione), e lo ha fatto per mostrare che i giovani pensano solo al presente, non vedono il futuro, ma questo non migliora la sua situazione, perché vuol dire che uno dei più grandi pensatori italiani non è in grado di fare una congiunzione logica, di unire due pensieri in modo che non si contrastino, un banale esercizio di logica. Ed è questo il motivo per cui, per alcuni giovani, conta solo l’utile, le persone che li hanno preceduti hanno distrutto ogni cosa sostituendola con la propria ubbidienza al sistema e mediocrità.
D’altronde serve bene a spiegare che il merito ideale è diverso da quello che abbiamo in testa, il merito reale è quel comportamento che il sistema privilegia, adottando il quale migliori la tua posizione. Ne abbiamo già parlato, ed anche per questo, oltre al fatto che un ragionamento piuttosto banale, quando si sente parlare di merito in senso generico da persone teoricamente al top del nostro sistema viene l’urticaria. Quelle persone sono lì non per il loro cervello, ma per il loro pedissequo asservimento ad un sistema che incentiva l’ubbidienza, la corporazione, la difesa dei privilegi. Il punto è che quelle stesse persone dovrebbero progettare un altro sistema, funzionale, che serva ad evitare che persone come loro continuino ad arrivare ai vertici, ma anche se volessero farlo non ne sarebbero capaci. La politica è una questione di sistema e persone, che sono a loro volta strettamente legati, come la questione del merito ricorda, dunque quando né l’uno né l’altro funzionano è logico aspettarsi la soluzione da altre persone, contrarie al sistema vigente. É per questo che Berlusconi ha avuto tanto successo, e può averlo ancora, non solo è stato capace, ma era anche al di fuori del sistema. Ed è per questo stesso motivo che l’idea di costruire una formazione politica, quale il PdL, che riunisca le persone al di fuori del sistema corporativo italiano, anche se non è ancora chiara la sua esatta natura, non può che essere accolta con favore, perché necessaria a creare un nuovo merito reale, che favorisca la capacità, la passione, la competenza. Poiché vivere in un Paese in cui le persone che dovrebbero essere migliori sono a malapena mediocri, oltre alle dannose conseguenze pratiche, ovviamente non facilità sperare per il meglio e guardare il futuro, quindi rende più difficile anche alle persone veramente capaci apportare quei cambiamenti necessari, perché senza la convinzione delle persone, senza la speranza, anche il progetto migliore fallisce.
Un’altra delle numerose colpe di Prodi è proprio questa, oltre al danno indiretto, né provoca uno indiretto, perché vedere un professore universitario che mostra una tale stupidità, e fa sedute spiritiche (il caso Moro), certa non ispira gli studenti a dare il meglio di sé. E mostra uno dei motivi dell’arretratezza del nostro sistema universitario.
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2 commenti finora ↓
1 Camelot Destra Ideale // Nov 30, 2007 alle 5:40 pm
Clap clap ;)
2 antonio // Mar 15, 2008 alle 4:45 pm
concordo
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