Veltroni: l’uomo vecchio

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Veltroni: l’uomo vecchio

Ottobre 18th, 2007 · 2 Commenti
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Veltroni ce l’ha fatta, per la sua nomina il 13 ottobre ha concesso il diritto di voto cani, gatti, mummie (per questo ha annunciato la sua candidatura da Torino, dove c’è il museo egizio), nani da giardino e morti viventi, ma nonostante tutto è riuscito a farsi votare da meno persone di Prodi, un trionfo inaspettato. Quattro milioni contro tre milioni e trecentomila, ovviamente entrambi i dati sono discutibili, ma quando menti sempre contano solo le dimensioni delle tue bugie.

Ricorderete bene che, benchè non sia mai stato comunista, pur essendo stato iscritto per ventuno anni al PCI (iniziò a 15 anni con la Federazione Giovanile), la sua investitura, come quella di Putin, ha ricalcato i vecchi rituali sovietici, con una sorta di invocazione di Fassino dell’eroe, dell’uomo nuovo.
Eh sì, 21 anni da comunista, durante i quali non è si è mai sentito tale, ma non si pensi male,semplicemente l’uomo è un po’ tardo, cioè lento e moderato nelle scelte, infatti ha dichiarato che fin dalla caduta del Muro di Berlino sognava il Partito Democratico, ma nonostante questo ha aspettato 18 anni per farsì nominare capo della nuova creatura, senza fare assolutamente niente di reale per favorirla. Del resto è l’uomo dei sogni, del cinema, del “I care”, cioè del “mi interesso” (il che non vuol dire che faccia qualcosa). Se agisse poi lo si accuserebbe di tradire i suoi ideali.

Agire e fare quello che dice non è cosa per lui, infatti non appena ha deciso l’unica cosa della sua vita, ritirarsi a vita pubblica in Africa, ha dovuto subito rinnegarla per diventare segretario del PD, ma non vi preoccupate cittadini di Roma nonostante ciò si vada ad aggiungere alle inaugurazioni a cui presenziare, a mostre e festival da presentare, ai libri da scrivere, Veltroni continuerà a non fare niente come sindaco ed intascare lo stipendio perché lui vi rispetta.

Il partito-sogno comunque si è infine avverato, un partito fatto di «Tante culture, tante sensibilità (le ha tutte lui, comunque, per questo non c’è bisogno di correnti), un partito di donne, di ragazzi, di ragazze (governato però da cinquantenni)». Immagina il PD così: «Un partito che sia a fianco degli imprenditori, dei giovani che cercano lavoro, dei meridionali oppressi dall’Antistato». Qui si vede il genio del venditore di fumo, il salto di qualità necessario per passare da post-comunista (non essendo mai stato comunista, ovviamente) a democratico, non più quadratura del cerchio, ma ipercubo, la prima è impossibile, il secondo semplicemente non esiste nel mondo reale. Sempre due cose che non possono essere realizzate, ma il cambiamento non è mica da poco.
Se non altro questo rende facile il lavoro dei giornalisti che devono riassumere le parole di Veltroni: «Tutto. Il suo contrario».

In massima parte i concetti sensati espressi da Veltroni sono al livello del buon senso comune, il che è sicuramente un incredibile miglioramento rispetto a prima, ma non è granché in senso assoluto.
In compenso un ipotetico programma di Veltroni sarebbe ancora peggiore di quello di Prodi, lungo uguale, meno spaventoso, ma ancor più vago ed etereo.
Inoltre, è ammissibile cambiare idea, presentarsi dopo una vita di politica nella sinistra come un uomo nuovo di centrosinistra, chiedere scusa, ammettere di aver sbagliato e sfruttare la propria esperienza come guida. Sarebbe ammissibile e con quello stile patetico tipico del personaggio sarebbe anche proficuo in termini elettorali, probabilmente. Cioè che non è, invece, accettabile è far finta di essere qualcun altro, rinnegare sé stessi, darà fastidio alla sinistra e non piacerà agli altri, che non vogliono essere considerati degli idioti.

In fondo l’errore principale della sinistra è tutto qui: La realtà è un optional.
Questo reca danno anche a loro, perché anche se uno volesse essere di sinistra non può esserlo allo stesso modo (comunque errato) di trentanni fa, per il semplice fatto che quel mondo è scomparso, tutti i suoi paradigmi, i suoi fondamenti, sono finiti ovvero devono essere cancellati: la massa (es. la televisione perde ovunque spettatori, l’urbanizzazione diventa policentrica, etc.), il dominio delle grandi aziende (negli Stati Uniti le piccole aziende creano più posti di lavoro delle grandi e, soprattutto nei settori high-tech, sono protagonisti dell’innovazione e della rapida crescita), il lavoro fisso (secondo il dipartimento del lavoro USA gli studenti di oggi saranno passati attraverso 10-14 lavori a 38 anni), l’intervento statale (il welfare state è semplicemente economicamente insostenibile, così come il protezionismo dei mercati nazionali), le alte tasse (le tasse vengono abbassate ovunque, perché lo Stato non è più in grado di coprire i diversi interessi della sempre più variegata popolazione e questo genera crescita), anche se uno sentisse l’insano bisogno di essere di sinistra dovrebbe accettare questi cambiamenti nel caso in cui volesse a sua volta governarli.

Questo, Veltroni ed il PD non lo hanno capito, i suoi dirigenti non sono capaci e non vogliono adattarsi, vuoi per l’età, vuoi per la convenienza di non andare incontro alle resistenze dei nostalgici. La recenta nomina bulgare e le parole fumose e contraddittorie di Veltroni lo confermano definitivamente.

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Categorie: italiano · politica



2 commenti finora ↓

  • 1 Camelot Destra Ideale // Ott 25, 2007 alle 9:34 am

    Veltroni e il Pd sono talmente vecchi, che la Regione in cui er Sindaco ha preso più voti è la Campania (mia Regione), dove hanno votato 480.000 persone…e che casualmente è la terra di quel Ciriaco De Mita, oggi pieddino, che infiniti danni addusse all’Italia e alla Campania ;)

  • 2 thumbria // Ott 25, 2007 alle 5:33 pm

    Onestamente ho qualche tentazione leghista quando sento queste cose…
    A parte gli scherzi, l’assistenzialismo non funziona. Punto. Mi chiedo perché certe persone al Sud pensano ancora che serva invece e quindi voti certa gente, fanno male a tutta l’Italia.

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