Definizioni
Casuale è: “qxobdsp”, arbitrario è: “ergonomia”, casuale è qualcosa semplicemente privo di senso, arbitrario è qualcosa di esterno alla questione, al sistema relativo a quello di cui si parla. In altre parole casuale non significa nulla, arbitrario qualcosa che non centra.
Ciò che è casuale è inutile, se non per fattori contingenti, ad esempio può servire per dei test, ma in generale è inesplicabile di per sé. Il concetto di arbitrario invece è più sottile, nello scorrere di un fenomeno una scelta arbitraria è sicuramente dannosa, irrazionale, non tanto perché non comprensibile, ma perché il suo senso è esterno a ciò di cui si discute, in un certo senso inquina il sistema, lo rende più difficile da padroneggiare. É peggio di un fattore casuale, perché se non altro qualcosa di casuale non è ingiusto, è nulla e le sue conseguenze colpiscono tutti allo stesso modo, mentre ciò che arbitrario è comunque determinato da certe logiche, da qualcuno. Quindi è, in ultima istanza, una forma di controllo, di esercizio di un potere acquisito tramite mezzi illeciti (rispetto alla questione).
Ad esempio una raccomandazione è arbitraria perché la persona che la fa ha guadagnato potere con mezzi leciti, ma lo esercita in un contesto in cui non dovrebbe averne, dunque in modo ingiusto, arbitrario appunto.
Punti di vista
Dall’altra parte, chi subisce una decisione arbitraria ha comunque legittimato quella scelta, il potere che la ha fatta, perché non si è opposto ad esso, ovvero non è riuscito a farlo. Dato che per definizione l’esercizio di un potere legittima lo stesso, almeno temporaneamente, almeno per quel singolo atto, almeno per chi ha assistito allo stesso.
La definizione di arbitrarietà, almeno quella data in testa all’articolo, non dipende dal punto di vista di uno dei soggetti in gioco, quanto dal loro rapporto, è qualcosa che si può stabilire vero o falso in accordo. Per ritornare all’esempio precedente sia chi raccomanda che chi subisce la raccomandazione è d’accordo nel ritenere arbitraria l’azione, anche se ovviamente differisce sulla sua moralità, o quantomeno sul giudizio del singolo caso (un modo complicato per dire che nessuno è d’accordo nel vedersi scavalcato da un raccomandato, ma magari farebbe lo stesso se potesse).
Ma giudicare l’arbitrarietà non è così semplice in generale. Finché parliamo di soggetti ben definiti, con una conoscenza comparabile della situazione e con una consapevolezza simile è chiaro che una decisione oggettivamente arbitraria è un sopruso, ma se i soggetti in questione differiscono per una di queste caratteristiche, la questione cambia. Se pensiamo ad un ragazzo che vuole tornare tardi ed ad un genitore che invece pretende il suo rientro ad una certa ora è facile convenire che, a parte la minore conoscenza della realtà che hanno i giovani, i ragazzi hanno una minor consapevolezza dei pericoli, bene o male una persona adulta sa riconoscere o gestire una situazione pericolosa, un ragazzo no. In simili casi un genitore fa bene ad imporre, arbitrariamente, il rientro entro certi orari, per il semplice fatto che il figlio non può capire la spiegazione.
Un esempio “più politico” riguarda le operazioni di politica estera o quelle di spionaggio, talune decisioni possono sembrare arbitrarie nell’immediato, ma rivelarsi razionali nel futuro, o se si potesse comprendere la geopolitica.
Il problema dell’arbitrarietà è che si fonda sulla razionalità, e la razionalità su spazi, contesti, al di fuori di quello spazio, della nostra comprensione, le cose potrebbero quadrare, ma noi non potremmo accorgercene.
Limiti
Inoltre ogni inizio è, per definizione, arbitrario, perché non è possibile trovare un senso all’interno di un sistema che non esiste, i postulati stanno lì a dimostrarlo per la scienza, ma vale anche per la politica, perché dire «proletari di tutto il mondo, unitevi !» e non «birrai di tutto il mondo, unitevi !» ? (tra l’altro avrebbe spiegato il motivo di un tale insieme di idiozie). Arbitrarietà significa anche caos creativo, nuove visioni, cambiamenti, un’altra parte della verità.
L’arbitrarietà indica il limite della razionalità, quello inferiore e superiore, la sua capitolazione o la sua nascita. Ma non per questo indica ciò che giusto o sbagliato.
Il mondo è bello perché arbitrario, con moderazione.
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