Non è il nostro Presidente

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Non è il nostro Presidente

Giugno 4th, 2007 · 2 Commenti
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Già la nomina di Napolitano, di per sé, poteva apparire quantomeno azzardata, considerando il suo passato di sostenitore della repressione sovietica contro l’Ungheria (il simbolo della repubblica che sostiene una dittatura ? Bislacco) e che, con D’Alema, anch’egli con un passato da comunista, si osservava dagli altri Stati un’immagine non certo edificante, né rappresentativa, del Paese. Se a ciò aggiungiamo Bertinotti otteniamo la triade comunista, con alcune delle più importanti cariche dello Stato e del governo, rappresentative all’estero, rette da personalità comuniste, e con un passato non certo rispettabile.

Eppure non si può giudicare un uomo solamente dal suo passato e, pertanto, visti i primi atti del Presidente della Repubblica sembra che egli davvero potesse incarnare, almeno degnamente, il nostro Paese, il nostro Stato, la nostra Repubblica e noi tutti. Infatti la sua partecipazione alle celebrazioni della Rivolta d’Ungheria e la difesa degli italiani nel ricordo delle Foibe avevano contribuito a ripulire quella patina Sinistra che lo copriva.
Tutto sommato anche il suo comportamento nella crisi del governo Prodi può essere considerata corretta, considerando il suo ruolo di garante dello Stato e non dei governi, la posizione di non andare alle urne prima di una nuova legge elettorale (che garantisca, anche con preferenze e strumenti simili oltre che per un numero di voti superiore, una maggioranza più legittimata a governare) era accettabile, per quanto non molto coerente con la situazione del Paese e con i richiami fatti a sostegno delle “virtù repubblicane”.

Ultimamente però il Presidente della Repubblica ha dimostrato di non essere capace, o desideroso, di rappresentare tutti gli italiani, innanzitutto perché nonostante i suoi (giusti) richiami ad un cambiamento di comportamento dei politici non ha mai richiamato Prodi (che praticamente ad ogni protesta insulta od ignora le persone che lo contestano) al rispetto degli elettori, ma sopratutto poiché il suo comportamento sulla questione Visco-Speciale è incoerente oltre che vergognosa. Se la seconda è opinione personale, la seconda è un dato di fatto che rivela incapacità o partigianeria, ed entrambe squalificherebbero Napolitano. Infatti se lui deve garantire lo Stato, essendo anche capo delle Forze Armate, e vuole dimostrare la concretezza dei suoi richiami, quale migliore occasione per un richiamo al rispetto delle regole, della dignità dello Stato e del profilo morale dei politici ? É il tipico caso che non rende onore alla politica ed è pertanto il miglior esempio per dimostrare un cambio di rotta della politica, tanto auspicato dal Presidente. Ma egli tace, anzi si irrita per essere stato chiamato in causa.
Se è vero che un Presidente della Repubblica non è un vero e proprio attore politico, ciò non significa che sia una bella statuina, in simili casi dovrebbe intervenire.

Un problema più generale riguarda però le possibili elezioni: Prodi ha dimostrato di non essere in grado di governare (il Senato è sempre chiuso), di non avere la maggioranza nel Paese (elezioni amministrative), di non avere il carisma personale necessario a governare (lo contestano sopratutto dalla sua parte politica) e di circondarsi di persone principalmente ignobili. In questa situazione è chiaro che un ritorno alle urne sarebbe la scelta migliore, anche se creerebbe una maggioranza di eletti avulsi dai cittadini sarebbe comunque netta e capace di governare. Questa situazione orribile è molto peggiore per l’immagine della politica, e Napolitano lo sa bene.
Eppure Napolitano ha più volte fatto sapere che non intende andare alle elezioni con questa legge, ed in questo modo diventa salvagente di questo governo e di quella politica che, a parole, dice di voler combattere.

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Categorie: italiano · politica



2 commenti finora ↓

  • 1 Vincenzo // Giu 7, 2007 alle 1:09 pm

    Quelli che, sapendo cosa hanno fatto i politici di destra la scorsa legislatura, continuano a votare berlusconi, mi sembrano come i cristiani che continuano a essere tali anche dopo aver letto la bibbia.

  • 2 thumbria // Giu 7, 2007 alle 3:42 pm

    Ovvero come i comunisti che continuarono ad essere tali dopo aver letto Marx, oppure gli Ulivisti che hanno votato Prodi dopo aver letto il Programma.

    Detto questo, non mi pare che Berlusconi abbia fatto niente di sconvolgente nella scorsa legislatura, a parte le poche riforme che aveva promesso. Benché alcune leggi non incontrino il mio favore, se non altro, i componenti dello scorso governo hanno dimostrato di avere un minimo di dignità.

    Peraltro la Bibbia non è il Capitale non va letto alla lettera pena la scomunica dal Partito, va inteso con lo spirito del tempo, rivolto a quelle persone.
    Non a caso Gesù ha detto che veniva a confermare, superandolo, quanto dicevano i profeti.

    Ciò che conta è il modo di ragionare cristiano, l’Amore.

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