Dopo che il risultato delle amministrative ha reso inevitabile almeno un accenno di redde rationem la leadership (non ridete) di Prodi pare sull’orlo di un baratro, sopratutto per come viene percepito al Nord.
Prodi è sicuramente un idiota, incapace, senza alcun carisma, l’emblema della sinistra attuale, burocratica, che bofonchia qualcosa di incomprensibile per giustificare la presa del potere. Quel suo sorriso ebete (qualcuno gli avrà detto che deve sempre sorridere, ma non ne è capace) è irritante, quanto il fatto che considera gli elettori dei mentecatti (l’ultima, «io non cerco la popolarità», come dire che gli italiani non sono in grado di capire ciò che è bene per loro), in tipico stile “moralmente superiore” dei comunisti.
Però l’alternativa che sempre più spesso viene citata, ovvero Veltroni, sarebbe ancora peggio per il centrosinistra. Si dice che il Nord vuole concretezza, e per questo si allontana dalla sinistra, e loro chi vorrebbero proporre ?
Che cosa sappiamo al Nord di Veltroni ? Va in Africa e scrive, segue il cinema, presenta qualsiasi cosa gli capiti sotto tiro, Roma è piena di buche, è addirittura arrivato a dire che dal suo ufficio si gode la vista più bella del mondo, ma non è mai stato visto lavorare.
É l’incarnazione del buonismo, di quella tensione vagamente mistica del “volemose bene”, tanto vituperata, adesso persino a sinistra, data l’emergenza criminalità e le polemiche sul declino (particolarmente sentito in Piemonte).
Nei pochi luoghi dove la sinistra vince ancora al Nord ecco chi sono i suoi protagonisti: Chiamparino, concreto come un marciapiede (e più o meno a quel livello intellettivo) e Cacciari, un intellettuale razionale, critico e realista.
Se poi riuscisse ad essere eletto, grazie ad una valanga di voti del centro e del sud, allora sì che ci sarebbe un serio rischio di secessione, altro che Bossi.
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