La vittoria della ragione

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La vittoria della ragione

Maggio 27th, 2007 · 2 Commenti
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Quando gli europei iniziarono ad esplorare il globo la loro maggiore sorpresa non fu l’estensione delle terre sconosciute, ma la loro stupefacente superiorità rispetto alle altre popolazioni, nel sedicesimo secolo le civiltà asiatiche, americane ed africane erano arretrate rispetto all’Europa.
Non era frutto del caso, ad esempio sebbene molte popolazioni avevano sviluppato l’alchimia soltanto nel vecchio continente nacque la chimica. Alcuni storici hanno individuato la ragione di questo successo nella geografia, ma questa era presente anche quando le civiltà europee erano di gran lunga inferiori a quelle asiatiche, altri hanno ipotizzato che fosse merito di un’agricoltura più produttiva, delle armi da fuoco o dell’acciaio, ma rimarrebbe da spiegare perché soltanto l’Europa ha sviluppato queste cose. La risposta più plausibile risiede nel capitalismo, che permise una produttività mai vista prima e che nacque e si sviluppò soltanto in Europa, ma resta da capire come mai questo sistema rimase per secoli soltanto nel nostro continente.

La vera ragione fondamentale della nascita del Capitalismo, e della superiorità occidentale in genere, è la fede nella ragione e nel progresso, ed il motivo di questa sua supremazia risiede principalmente nel cristianesimo. Infatti mentre le altre religioni enfatizzavano il ruolo del mistero e dell’intuizione, quest’ultima indicava nella ragione il principale dono di Dio e quindi il mezzo migliore per raggiungere una migliore comprensione religiosa. Indubbiamente il Cristianesimo fu influenzato dal pensiero greco, ma la religione greca rimase confusionaria, contraddittoria, misterica, intrinsecamente irrazionale. Inoltre, mentre gli altri culti erano rivolti al passato, talvolta imprecisato (come per quelle orientali) e talaltra chiaro ma comunque morto (come l’Islam), questo era fin dall’inizio rivolto al futuro ed al progresso della ragione. Proprio questa domenica di Pentecoste si è parlato dello Spirito Santo che rende viva la fede ed attuale il sacrificio di Cristo, che altrimenti rimarrebbe sepolto nella Storia.
Se altre fedi esaltano l’appartenenza, il rituale, la parola, tutte cose inamovibili od astratte soltanto la fede cristiana è basata principalmente su di un fatto, che rende quelle semplici “belle parole” concrete, fonte di guida e di salvezza. Anche se non si crede è innegabile che soltanto la religione cristiana si fonda sui fatti e sulla ragione, i due aspetti fondanti la scienza moderna ed in generale ogni sviluppo.

Ciò ha anche portato alla ricerca dell’applicazione della ragione alla vita di ogni giorno, che ha portato a sviluppi tecnologici, mancanti, statici o frutto del caso in altre civiltà (come in Cina).
Incoraggiato dalla Scolastica ed incarnato dalle università medievali questo credo nella ragione ha fondato le basi della scienza e, pertanto, del capitalismo che è essenzialmente l’applicazione della ragione all’economia.

Nel secolo scorso, però, molti intellettuali si sono rifiutati di riconoscere il ruolo del Cristianesimo, anzi hanno affermato che la superiorità occidentale derivi dal superamento delle barriere religiose, il che è un non senso considerando che la scienza stessa è nata su basi religiose, da religiosi. Altri si sono limitati a riconoscere qualche merito alla Riforma Protestante, l’esempio più famoso è il libro di Max Weber: L’Etica Protestante e lo Spirito del Capitalismo, un libro che ha avuto molta influenza, il quale indicava nell’etica protestante, che prevedeva la diminuzione dei consumi e la ricerca della ricchezza, il fattore che permise la nascita del capitalismo, mentre prima il risparmio era legato all’ascetismo e la ricchezza allo sperpero, atteggiamenti entrambi ostili al capitalismo. Benché la tesi sia così elegante ed ancora oggi abbia uno status di quasi sacralità tra i sociologi (l’autore è un sociologo) è ovviamente falso per il semplice fatto che il capitalismo è nato secoli prima della Riforma, nelle città italiane del dodicesimo secolo.

Comunque Weber aveva ragione su di una cosa, le condizioni materiali per lo sviluppo del capitalismo erano presenti in molte altre civiltà, ma soltanto nell’Europa medievale questo si sviluppò perché soltanto qui c’era un’etica compatibile con il suo sviluppo.
Nonostante questo il capitalismo si è sviluppato soltanto in alcuni luoghi, perché non in tutta Europa ? Ciò fu impedito da avidi despoti, la libertà è un’altra condizione indispensabile per lo sviluppo di questo sistema. Il che fa sorgere un’altra domanda, perché la libertà sorse in piccoli stati europei ? Anche questa fu una vittoria della ragione, infatti i teologi Cristiani teorizzarono a lungo l’esistenza di diritti inalienabili dei singoli (es. il libero arbitrio) e l’uguaglianza in dignità e diritti degli uomini.

In conclusione l’ascesa dell’Occidente è basata principalmente su quattro grandi vittorie della ragione:
1) lo sviluppo della fede nel progresso con la teologia cristiana.
2) la trasformazione di questo atteggiamento in miglioramenti organizzativi e tecnologici, molti dei quali nati nei monasteri (Ora et labora).
3) la terza riguarda la trasposizione di ciò in teorie, forme e pratiche politiche, anch’esse sviluppatesi su precetti religiosi, che portarono a stati responsabili i quali concedevano sostanziali libertà personali ai loro cittadini.
4) la quarta concerne lo sviluppo del capitalismo, ovvero della ragione applicata al commercio.

Il libro continua diviso in due parti: la spiegazione delle basi di questo sviluppo ed il loro raggiungimento. Le vedremo in seguito.

Questa serie di post si basa sul libro: La vittoria della ragione. Come il cristianesimo ha prodotto libertà, progresso e ricchezza, di Rodney Stark, integrata con commenti e considerazioni personali.

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Categorie: italiano · politica



2 commenti finora ↓

  • 1 antonio // Mag 27, 2007 alle 4:51 pm

    Interessante!

  • 2 thumbria // Mag 27, 2007 alle 5:07 pm

    La cosa che mi ha stupito di più è il constatare la totale inconsistenza storica di molti luoghi comuni, che sono stati sostenuti da molti intellettuali importanti. Ricorda, una volta di più, che bisogna pensare con la propria testa, perché l’ideologia può colpire anche i pensatori più autorevoli.

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