Partiti francesi ed italiani

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Partiti francesi ed italiani

Maggio 7th, 2007 · Nessun Commento
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Nel centrodestra pare che inizi a nascere la Destra: La Cosa nera, Scissione in vista? ed oggi Fini attento alla diaspora se vuoi evitare la scissione. Storace mugugna da tempo, ma adesso sembra realmente intenzionato ad agire. Dunque pare avverarsi lo scenario dei cinque gruppi, con la sinistra ed il partito democratico più o meno avviati e la destra annunciata, anche Berlusconi dovrà smettere di parlare ed agire. Questo mentre in Francia Bayrou, ovvero il centro, pare condannato (a dire dell’esperto intervistato ad In Mezz’Ora), con i suoi deputati uscenti che in gran parte già appoggiavano Sarkozy ed i suoi elettori equamente divisi tra i due candidati, la Sinistra già caduta al primo turno e Le Pen inascoltato dai suoi elettori (aveva invitato all’astensione, ma invece il 76% dei suoi hanno votato per Sarkozy ed il 15% per Royal).

Bisogna però dire che in Francia il bipolarismo è consuetudine ed il semi-presidenzialismo aiuta in tal senso. Pertanto, a parte che sarebbe comunque un miglioramento dalla situazione attuale, non vedo così negativamente questa prospettata divisione in cinque blocchi (se poi diventassero cinque, senza il centro, ancora meglio), anche perché più conforme alle aspettative realistiche della situazione italiana. Ovviamente l’ideale sarebbero due partiti unitari e, soprattutto, che facessero politica in modo differente, proprio questo secondo aspetto può essere comunque realizzato dalla situazione che si prefigura. Ritengo che, paradossalmente, la creazione di queste identità forti differenti, ma comunque necessariamente inquadrate nel bipolarismo (la destra non può allearsi con il centrosinistra e viceversa), potrebbe fornire quella base necessaria per una futura fusione più convinta e veritiera. Per sapere cosa vuoi devi sapere chi sei, dato che l’identità dei partiti (e di molti elettori) è, ad oggi, piuttosto confusa e che non si vedono iniziative popolari atte a sostenerne alcuna, il rischio concreto è che formando ora un nuovo partito unitario si costituisca qualcosa come il partito democratico, un contenitore in cui la dicitura ex- è stata passata in candeggina, ma rimane comunque visibile, con il risultato che il PD è sicuramente qualcosa, ma nessuno sa che cosa sia di preciso.

Dunque una fase di riflessione e di studio di misure istituzionali adatte allo scopo portata avanti da gruppi culturalmente omogenei può creare le giuste premesse per la formazione di un assetto definitivamente bipartitico e, contemporaneamente, consentire ad elettori ed eletti di trovare, conservare e votare la propria identità.

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Categorie: italiano · politica



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