Ciò che non mi piace di Citizendium è il metodo scelto per verificare la validità di un contributo. Efficace ? Non lo metto in dubbio, esclusivo ? In realtà no, gli editors devono essere accademici, gli autori no, solo che tutti devono mettere la loro vera identità.
Non escludo nemmeno che possa aver successo, il punto è che il metodo è sbagliato, non tanto perché anche uno studioso di fama può sbagliare, ma più che altro poiché non mi piacciono i sistemi non auto-sufficienti. Senza un sistema esterno per stabilire l’autorevolezza Citizendium non funziona. É collegata al mondo reale, e questo è un bene, ma lo è solo in ingresso e non in uscita.
Il limite del Web 2.0 è il fatto di essere ristretto al “mondo virtuale”, quello della nuova onda di identità digitale rischia di essere il senso unico del collegamento alla realtà.
I vecchi paradigmi del mondo attuale permangono, dalla centralizzazione della conoscenza (scritta da tutti, ma disponibile solo su Wikipedia/Citizendium, alle sue regole), al sistemi autoritari di creazione dell’autorevolezza (si usa il fatto che lo schema sia rigido ed ad accesso limitato, dall’età e da altri fattori, per determinare che i pochi che vi fanno parte sono autorevoli. Non si usa quindi il valore dei propri successi, ma il ruolo che si ricopre). Il vero potenziale di internet è ancora inespresso, puoi già vivere solamente grazie ad esso, stanno nascendo sistemi per trasportare schemi e credenziali del mondo reale su internet, ma non è ancora possibile fare l’inverso.
É il vecchio mondo che sta colonizzando il nuovo, non il contrario.
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