4) “Non è giusto che una donna violentata sia costretta a far nascere un figlio indesiderato”. In questo caso entrano in gioco anche altre considerazioni, dato che non c’è alcuna scelta della donna nel subire una violenza ed il conseguente concepimento, quindi la questione è più complicata.
Però ricorrere all’aborto non significa cancellare l’oltraggio, purtroppo esso rimarrà. Inoltre non è giusto punire una persona innocente, ovvero il nascituro, a causa di un delitto commesso da altri.
Sicuramente è necessario garantire una maggiore assistenza a queste madri, ma commettere un doppio errore non significa fare giustizia e riparare l’abuso.
Giudichereste giusto uccidere un criminale per il solo fatto che in carcere sono le nostre tasse a mantenerlo ? Perché per tutta la vita dobbiamo mantenere degli assassini ?
Uccidere un innocente è sempre un crimine, ed è sempre possibile evitarlo.
5) “La legalizzazione dell’aborto ha salvato tante donne che altrimenti sarebbe morte”. Innanzitutto questa è solo una parte della verità, infatti alcune donne che si sono sottoposte all’aborto, per esempio chimico, sono morte. L’aborto legalizzato ha quindi causato morti che non sarebbero avvenute altrimenti. Un dato di fatto che molti sostenitori ignorano.
In secondo luogo si trascura il fatto che le morti non avvengono mai per mancato aborto (se non in casi estremi), ma per un aborto effettuato da mani incapaci, quindi è sempre l’aborto la causa di morte, a volte perché fatto male, a volte anche se fatto bene. La legalizzazione non cambia il fatto qualitativo che l’aborto rimane la causa diretta di morte di una madre in gravidanza.
Pertanto non ha senso dire legalizziamo l’aborto perché altrimenti le donne che compiono un’azione illegale muoiono, molto più logico dire proibiamo l’aborto e combattiamo chi lo pratica illegalmente perché altrimenti le donne muoiono.
Dunque se davvero si tiene alla vita delle donne, anche se non ci fossero altre ragioni, per gli stessi motivi addotti per la libertà di scelta (salute della madre) sarebbe più logico combattere l’aborto piuttosto che favorirlo, essendo proprio questo ciò che provoca la morte, al di là dello specifico contesto entro il quale è realizzato.
Se una strada è crollata la tua macchina non può attraversarla, ma il problema non è della tua macchina, è della strada. Molti pensano alla macchina, all’aborto fatto male, non alla strada, cioè all’aborto.
Senza contare i bambini morti in seguito a queste decisioni.
6)“Nessun figlio dovrebbe essere indesiderato”.Secondo questa asserzione, ogni concepimento indesiderato dovrebbe automaticamente comportare un figlio indesiderato. Capita però che molte madri cambino il loro atteggiamento dopo aver superato il trauma iniziale nell’apprendere della propria gravidanza indesiderata. Spesso mutano idea anche quando avvertono o vedono con l’ecografia che portano un essere vivente nel loro grembo, oppure dopo che i loro figli sono nati.
Inoltre, se la madre non vuole crescere il bimbo, ci sono molte altre famiglie sterili e che sono disposte a riceverli. Nel mondo ci sono più persone che desiderano avere figli tramite l’adozione che figli disponibili.
Il solo fatto che non si desidera il divenire alla vita di figlio, non ci dà il diritto di ucciderlo, non c’è il diritto morale e giuridico al possesso della vita di una persona. I nostri desideri non debbono intaccare i diritti degli altri, specialmente il diritto di vivere.
In effetti è possibile asserire che la diffusione di questa logica del “possesso” delle persone è alla base del proliferare dei noti fenomeni tragici di omicidio-suicidio, che, sempre più spesso, coinvolgono famiglie in cui un membro, in seguito ad insuccessi sociali od economici, decide di porre termine alla vita delle persone care e alla propria, appunto come se avesse il diritto di disporre della vita di altre persone per il semplice fatto che lo vuole.
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