Unico comandamento: non pensare

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Unico comandamento: non pensare

Marzo 20th, 2007 · 3 Commenti
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Mi sforzo di capire, mi sforzo di riflettere, e far riflettere, eppure non riesco a comprendere, non riesco a comprendere per quale motivo molte persone, auto-dichiaratesi liberali, progressiste, aperte di vedute, etc. trovino divertente attaccare irrazionalmente i cattolici o comunque qualsiasi posizione che razionalmente rifiuta di adeguarsi a quell’indistinto vagare della coscienza che caratterizza il pensiero comune.
Attenzione non sto dicendo che decidere logicamente di considerare sbagliate le convinzioni cattoliche, od una qualsiasi auto-imposizione comportamentale, significhi assenza di coscienza. Esistono libertari che pensano che questa sia la strada giusta, io dissento ma li rispetto.

Il pensiero comune è invece altro: il conformismo del nulla, il lasciarsi trascinare, senza pensare, dall’opinione della massa, il non poter dissentire dall’opinione accettata comunemente, altrimenti, anche se dimostri che la pensi diversamente per motivi razionali, sei un retrogrado, un folle bigotto, un’oscurantista.
Questo non viene detto solo da comunisti, “cattolici adulti”, etc. ma anche da persone che si dicono liberali e che, talvolta, sembrano esserlo. Eppure chiaramente non lo sono, perché è vero (ovviamente) che potrei anche essere semplicemente io a sbagliarmi, ma bisogna dimostrarmelo, invece quasi tutti di fronte ad argomenti ponderati divagano, attaccano, insultano, pre-giudicano, per loro la Chiesa è solo quella dell’Inquisizione (dimenticando, tra l’altro, che storicamente questa era spesso controllata da Stati per motivi politici e non dalla Chiesa), dimenticando il fatto che essa ha costruito le fondamenta dell’Europa sia culturalmente che praticamente (ad esempio con i suoi monasteri), e fingendo di ignorare che la cultura progressista è anche quella del Terrore di Robespierre e delle Dea Ragione

Ma è possibili dirsi per la razionalità, contro la religione, per il liberalismo, contro le imposizioni, e poi attaccare irrazionalmente chi osa non concordare con le proprie convinzioni e che (orrore !) ritiene avere una morale una cosa intelligente ?
La risposta che più spesso usano è che bisogna smetterla con i «falsi moralismi», quando io spiego che è la ragione che spinge ad avere una morale, vera e non falsa, tra l’altro, e che io non impongo, ma per cui argomento a favore. Possono essere contrari ovviamente, ma se non ribattono ai miei argomenti e ne tirano fuori di altri che non centrano niente con la questione, non è razionale.

La morale è semplicemente il modo migliore di trasmettere la saggezza derivante dall’esperienza dei nostri predecessori per guidare le nostre azioni. La morale serve perché una vita solo non basta a capire cosa è più sensato fare e spesso nemmeno la nostra limitata intelligenza. La morale ci dice che rubare è sbagliato perché non tutti capiscono che rubare, anche ai ricchi, porta degli svantaggi perché, per dirne due, aumenta i costi e diminuisce lo stimolo a produrre, drogarsi è sbagliato perché potrà anche sembrarti che non faccia male, ma invece lo fa e reca danni duraturi al cervello…
Ciò che è sbagliato è anche stupido, certo, non sempre è così, ma per capire quando ciò è vero bisogna pensare e non saltare alla gola di chiunque sostiene che potrebbe essere così.

Forse mi arrabbio per niente, probabilmente sono solo persone che si divertono ad “additare ridendo”, ma anche se fosse semplicemente così significherebbe che la massima aspirazione di molte persone è semplicemente usare internet per spegnere il cervello e lasciarsi stordire dal rimbombante vuoto delle loro teste. Nulla di serio, quindi, ma qualcosa di molto triste.

Qualche esempio di cosa intendo: Conservapedia e Sessuofobia, Web 2.0 in salsa “conservative” (l’irritazione è cattiva consigliera).

Ovviamente se poi un cattolico si permette di dire qualcosa su certe parodie della ragione in salsa progressista è un insensato intollerante…

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Categorie: italiano · politica



3 commenti finora ↓

  • 1 Axell // Mar 20, 2007 alle 7:44 pm

    Io cito cose “pacchiane” e ho il massimo rispetto per chi crede.
    Ma quelle, permettimi, sono cose pacchiane. No?

  • 2 Andrea T // Mar 20, 2007 alle 7:47 pm

    Io cito cose “pacchiane” e ho il massimo rispetto per chi crede.
    Ma quelle, permettimi, sono cose pacchiane. No?
    E’ una presa in giro del 2.0 più che altro…

  • 3 thumbria // Mar 20, 2007 alle 11:26 pm

    Va bene, forse preso in una serie di cattive esperienze ho impropriamente inserito il tuo caso. Chiedo venia.
    Ma tra gli adoratori di satana e delle persone che parlano di fede c’è ne passa. Certo ognuno ha il diritto di mettere sul ridere (garbatamente) le convinzioni degli altri, ma mi chiedo perché non si prendono in giro le iniziative simili di altre culture come quella “gay”, c’è qualcosa di più pacchiano del Gay Pride, ad esempio ?
    Un po’ come la polemica dei comici che sono tutti di sinistra e prendono in giro solo quelli di destra, anche quando al potere ci sono altri, per puro conformismo, prima era l’etica (presunta) “cattolica” a far stendere un velo di conformismo, adesso quella pseudo-para-post-etc.-comunista o come vuoi chiamarla; rimane comunque vietato pensare.

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