Un genio è una persona che pensa in modo differente, vede le cose da un’altra angolazione, non necessariamente è più intelligente, ma lo è in modo diverso dalle persone comuni. Un pazzo anche. La differenza tra i due è che il genio comprende meglio la realtà, il pazzo se ne inventa una.
Non so in quale categoria ricada Barbara Spinelli, ma sicuramente sembra vivere in un altro mondo, i suoi articoli sostengono spesso tesi divergenti da quelle comuni, ad esempio: ricordate quanto Prodi disse «viviamo in un Paese impazzito» ? Praticamente tutti (anche il politologo Giovanni Sartori) dissero che in realtà era lui ad essere fuori di testa, perché un politico ha tra i suoi compiti proprio quello di capire i cittadini, altrimenti non potrebbe fare il suo lavoro. Spinelli invece sosteneva che eravamo davvero impazziti, argomentando con una prosopopea sui vizi degli italiani.
Uno dei suoi articoli più allucinanti è quello relativo alla vicenda del premier socialista ungherese che aveva mentito, lo considera una specie di «eroe», perché tutti i politici mentono ed i cittadini mentono a sé stessi quando credono loro, quindi lui che aveva ammesso di aver sempre mentito è un «falso impostore», mentre gli altri sono «falsi sinceri». Secondo lei la soluzione per una politica migliore è non dire nulla oppure dire poco e solo in modo vago: «Fissare l’obiettivo, ma sapendo che le strade che a esso conducono possono esser profondamente diverse e dunque non indicarle».
Oggi ha sfornato un altro colpo da maestro, riuscendo a dire che il fatto che i partiti radicali siano nella coalizione di Prodi (e quindi legittimino la violenza) è un bene e non un male come pensa il resto del mondo, alleati di Prodi compresi. Questo proprio perché sono “antisistema”.
Riesce a dire persino, in un crescendo di illogicità, che in Germania non c’è più il terrorismo, che in nessun’altra parte d’Europa i partiti estremi hanno speranza di governare, però secondo la sua logica questo non vuol dire che anche in Italia si debbano isolare gli estremisti, ma al contrario dappertutto si debba integrarli e quindi: «Prodi e il suo governo hanno quest’importantissima funzione pilota, in Europa» e, con sprezzo della dignità: «uomini come il ministro Ferrero o il sottosegretario Cento possono divenire i Cohn-Bendit e gli Joschka Fischer del futuro italiano, appoggiandosi alla calma pacatezza di Prodi», mentre tutti dicono (persino Repubblica) che Prodi concede troppo alla sinistra estrema per lei «forse quel che la sinistra radicale concede pesa ancor più di quel che provvisoriamente ottiene», trova spazio anche per definire uno di essi un esempio: «Bertinotti consiglia l’apprendimento del compromesso. Ma per superare la nuova emergenza, sarà utile che anche i moderati l’apprendano».
Questi sono solo alcuni dei suoi tanti pezzi che paiono i deliri dei vecchi arringatori di folle del secolo scorso, quelli che dai loro palchi guidavano la massa con riferimenti oscuri ai più, ma con un furore chiaro per tutti, in modo da ammantarsi dell’autorità di una cultura aulica ed al contempo sfruttare l’efficacia degli istinti e delle passioni comuni.
Leggete i suoi articoli e vi sembrerà di vivere in un altro mondo, più vicino alla cruda realtà oppure l’intricato incubo di una folle.
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