Formati aperti

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Formati aperti

Febbraio 6th, 2007 · Nessun Commento
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Tempo fa Marco Camisani Calzolari parlava del rischio di perdere i propri dati se un’azienda appena nata che vi offre un servizio Web 2.0 fallisse. Io invece mi chiedo cosa accadrebbe se Microsoft continuasse ad operare, ovvero, fuor di metafora, se i formati proprietari continuassero ad essere preponderanti.

Che cos’è un formato

Nei programmi usati per elaborare testi, immagini, etc. i dati su cui si lavora vengono salvati su file. Dentro i file le informazioni sono organizzate secondo determinate regole, così come questa frase segue quelle dell’italiano, altrimenti voi non potreste capirmi. Il linguaggio di un file viene chiamato “formato”, esso definisce quindi la struttura, l’organizzazione della memorizzazione dei dati contenuti nello stesso. Se vuoi che un programma legga un file deve parlarne il linguaggio, cioè capirne il formato. Quindi se usi un programma che non conosce il formato o non lo conosce bene, non potrai accedere ai dati, così come se non parli inglese non leggerai un testo in quella lingua.

Proprietario vs. Aperto

Accessibilità dei dati: La situazione non sarebbe tanto migliore, perché i nostri dati sarebbero sì accessibili, ma solo nei modi concessi dal proprietario del formato, il che limiterebbe la libertà di gestire i nostri dati. Pensate ad esempio se avessimo l’urgenza di modificare e/o visualizzare un documento su di un sistema in cui non abbiamo il programma apposito oppure si verificasse un guasto, saremmo costretti ad attendere. Invece usando un formato aperto potremmo usare uno dei tanti sistemi di Web Office e, con molti uffici sempre online ed operativi, potremmo sopperire a qualsiasi evenienza.
Inoltre anche con il passare del tempo i vostri dati rimarrebbero comunque accessibili allo stesso modo con i formati aperti, invece con un formato proprietario il suo possessore potrebbe smettere di rendere accessibili i vostri vecchi file, sia per costringervi ad aggiornare il software (se le persone che hanno il nuovo software non leggono i vostri dati, avrete ovviamente dei problemi), ma anche semplicemente perché ha deciso di cambiarne delle parti per renderlo più adatto alle nuove esigenze. In ogni caso voi sareste costretti a delle lunghe e costose operazioni di conversione dei file già esistenti.

Sicurezza: l’uso di formati aperti sarebbe un vantaggio anche in questo caso, infatti è molto più facile creare un programma malevole, un virus od uno spyware, essendo certi di poter sfruttare le vulnerabilità di un unico programma. Non sapendo invece quale programma voi userete per aprire un file i malintenzionati avranno molte meno possibilità di colpirvi.

Privacy: in un formato proprietario può esserci qualsiasi informazione, anche privata, come il vostro nome od alcuni dati del vostro computer, e questi potrebbero viaggiare assieme al file a vostra insaputa, e magari essere letti da chiunque grazie ad una cattiva implementazione o a qualche errore.

Concorrenza: se usate formati aperti potrete scegliere tra più offerte, il che garantirà maggiore concorrenza tra i fornitori e porterà minori costi e più servizi per voi. Che siate un’azienda od un singolo individuo è un bel vantaggio.

Soprattutto nella Pubblica Amministrazione, che ha la specifica esigenza di garantire la maggiore accessibilità, sicurezza, economicità e protezione dell’identità possibili ai cittadini, ciò è importante, ma non solo, perché, in fondo, tutti vogliamo che quello che noi creiamo sia il più semplicemente fruibile a chiunque voglia accedervi, tutti vogliamo pagare meno, essere più sicuri e garantiti nella nostra privacy.

Infine, soltanto i formati aperti rendono davvero immateriale l’informazione, cioè libera, poiché se invece è necessario usare un determinato programma per essere sicuri di poter accedere a certi dati, l’informazione sarà sempre vincolata a quel programma, che gira su quel sistema operativo, che è disponibile solo su quel tipo di computer e solo tramite quella interfaccia. Tutto questo è troppo restrittivo per qualcosa che si definisce libero.
E spesso è troppo limitante per quello che desideriamo fare e possiamo spendere.

Caso pratico: passare da .doc a OpenDocument

Attualmente Microsoft Office è di gran lunga la suite di Office, cioè insieme di programmi per ufficio, più usata, questo ha permesso di imporre i suoi formati (esempio .doc o .pps) come standard de facto, ovvero tutti li usano. Per cui, per passare ad un caso pratico, propongo OpenDocument in sostituzione ai formati proprietari di Microsoft Office, perché ad ora sono gli unici che non richiedono particolari sforzi e sono decisamente importanti.
Sottolineo che, comunque, utilizzare un formato aperto non vuol dire rinunciare a Microsoft Office, se lo desiderate, significa non essere costretti ad usare soltanto Microsoft Office.
Infatti se volete continuare ad usare questo programma potete scaricare l’ODF-Converter, sviluppato anche con il supporto di Microsoft, attualmente funzionante solo per Word. Se non lo avete ancora fatto dovete anche scaricare il .NET Framework 2.0 (Redistributable Package, il link è relativo al tipo di computer più diffuso) e il Microsoft Office Compatibility Pack, che comunque vi serve per leggere i nuovi formati di Microsoft Office 2007. Ovviamente se avete Office 2007 dovete installare solo il .NET Framework 2.0.
Nota che alcune cose si possono salvare solo nel formato proprietario ed altre solo in OpenDocument, per cui la compatibilità non è totale.

Se cercate qualcosa di diverso dalla suite di Microsoft la principale alternativa offline (che funziona senza internet) è la famosa OpenOffice.org, anche se personalmente lo trovo incredibilmente lento e con qualche limitazione. Alternative online (gratuite) sono Google Docs&Spreadsheet (dovete avere un account Google), Zoho Office Suite, ThinkFree, se poi avete un webserver locale potete usare AJAXOffice oppure FCKeditor. Queste sono solo alcune possibilità, le prime valide che si trovano facendo una semplice ricerca, molte altre le potete trovare seguendo il link Web Office poco sopra queste righe.

Riferimenti

- A questo indirizzo è presente il progetto, supportato anche da Microsoft, per permettere salvataggio e lettura nelle versioni Microsoft Word: XP, 2003, 2007 dei formati aperti sviluppati dal consorzio OASIS e standardizzati come ISO/IEC 26300:2006, meglio conosciuto come OpenDocument.
- Per sapere qualcosa di più del formato OpenDocument.
- Per conoscere TUTTO del formato OpenDocument da OASIS.
- OpenFormats che tratta dei formati aperti.
- Software che supporta uno o più dei formati OpenDocument.

Esisteva una indagine del Ministero dell’Innovazione sull’Open Source, dove si parlava anche di formati aperti, attualmente però «Il sito è temporaneamente non disponibile per operazioni di manutenzione».

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Categorie: informazione



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